Newsletter 26.03.19
26 Marzo 2019Newsletter 09.04.19
9 Aprile 2019Controllo del lavoratore_1: no del Garante privacy al braccialetto elettronico al polso degli operatori ecologici
Il Garante per la protezione dei dati personali, con pronuncia del 28 febbraio 2019, ha ritenuto non rispettoso della dignità dei lavoratori l’utilizzo del braccialetto elettronico al polso degli operatori ecologici dipendenti della municipalizzata di un Comune toscano e ha chiesto di adottare dispositivi elettronici alternativi. I braccialetti, dotati di gps, erano stati consegnati ai dipendenti per effettuare la lettura delle etichette elettroniche collocate sui cestini getta rifiuti e segnalare l’eventuale spostamento di quelli non ancorati al suolo. Il Garante ritiene che, però, il sistema consenta anche il trattamento di dati personali di lavoratori identificabili. Sebbene i braccialetti siano collegati alle zone di spazzamento e non ai singoli dipendenti, attraverso i registri dei turni di lavoro è possibile individuare il dipendente che ha effettuato le rilevazioni dei tag e, quando previsto, la relativa geolocalizzazione mediante il gps. Il Garante ha, quindi, prescritto alla società di individuare tempi di conservazione dei registri, cartacei e digitali, strettamente necessari a gestire le eventuali contestazioni da parte della società municipalizzata e descrivere nel dettaglio i casi specifici nei quali sarà possibile incrociare le informazioni. Analoghe cautele dovranno essere adottate nei confronti dei dati raccolti attraverso la lettura giornaliera dei tag, in grado di ricostruire nel dettaglio l’attività del lavoratore. La società dovrà, inoltre, adottare misure tecnologiche e organizzative per mantenere separate le basi di dati, in particolare quelli trattati attraverso i registri, quando ne sia comunque necessaria la conservazione a fini amministrativi.
Il Garante ha peraltro raccomandato, come indicato anche nell’accordo sindacale stipulato dalla società, l’adozione di un dispositivo che per le sue caratteristiche esteriori non sia lesivo della dignità e comunque non sia percepito come tale dal dipendente, considerato che dovrà essere utilizzato, anche se con diverse funzionalità, dai lavoratori per ogni turno di servizio.
Controllo del lavoratore_2: sì all’agenzia investigativa se atta a verificare condotte fraudolente
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 18 febbraio 2019, n. 4670, ha stabilito che i controlli, demandati dal datore di lavoro ad agenzie investigative, riguardanti l’attività lavorativa del prestatore svolta anche al di fuori dei locali aziendali, non sono preclusi ai sensi degli articoli 2 e 3, St. Lav., laddove non riguardino l’adempimento della prestazione lavorativa, ma siano finalizzati a verificare comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti o integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo.
Carta per la sostenibilità e competitività nell’economia circolare: sottoscrizione delle Associazioni Datoriali
In data 19 febbraio 2019 Confindustria, Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani, Claai, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop e Confapi hanno sottoscritto la “Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare“, per favorire un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso, per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo. Il documento ha individuato 10 linee di intervento e punti programmatici, che, attraverso un percorso di impegni concreti, sarà la base per l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali.
I punti, in sintesi, vanno dall’abbattimento delle barriere non tecnologiche (superamento criticità normative, autorizzative e di controllo) alla riduzione di burocrazia e adempimenti amministrativi, dalla sostenibilità degli investimenti alla definizione di una strategia pluriennale, sostegno alla ricerca e sviluppo, ecc.
Raddoppiate le PMI che investono in welfare
Il welfare aziendale sta rompendo la “barriera dimensionale” e si diffonde velocemente nelle Pmi: le statistiche parlano di una realtà datoriale su due attiva in almeno quattro aree di servizi rivolti ai propri dipendenti.
Nel 2016 era dell’11% la percentuale di aziende che ricorrevano al welfare e che occupavano in media tra i 10 e i 50 dipendenti. Oggi siamo al 24,8%. Per le aziende con dipendenti da 51 a 250, la crescita è passata dal 20,8% al 45,3% di oggi.
Il rapporto 2019 del”Welfare Index Pmi” promosso da Generali, con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni, ha analizzato il livello di welfare in 4.651 piccole e media imprese. I risultati portano ad una considerazione di valorizzazione delle necessità del lavoratore, puntando al benessere ed alla soddisfazione di dipendenti, costruendo un clima aziendale virtuoso con una ricaduta positiva sulla produttività: occorre attrarre e trattenere talenti. Chi costruisce un progetto capace di rispondere ai bisogni di lavoratori, famiglie, territorio, genera un valore superiore a quello economico dell’iniziativa e le persone sono pronte a riconoscerlo.
