Newsletter 05.03.19
5 Marzo 2019Newsletter 19.03.19
19 Marzo 2019Istruzioni per reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro
L’Inail, con circolare n. 6 del 26 febbraio 2019, ha fornito le istruzioni operative che integrano o modificano la circolare Inail n. 51/2016, in relazione alla determinazione presidenziale n. 527/2018, che ha apportato modifiche al “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”. L’Istituto indica le modalità applicative dei benefici previsti per i datori di lavoro che assumono soggetti con disabilità da lavoro e ricorda che è possibile ottenere sia il rimborso delle spese sostenute per l’adeguamento dei posti di lavoro e l’abbattimento delle barriere architettoniche sia il rimborso parziale delle retribuzioni erogate nel corso del primo anno di lavoro.
Social e rapporto di lavoro: poliy chiare per evitare “l’effetto boomerang”
L’utilizzo dei social media diventa ogni giorno di più un argomento critico sul posto di lavoro: l’azienda è sensibile a cosa posta il lavoratore, il lavoratore utilizza (ormai abitualmente, la regola vale per tutti) in modo costante lo strumento dei social (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, ecc.). I lavoratori forse non sanno che quanto scrivono nei social può essere usato, anche se postato al di fuori degli orari di lavoro, contro loro stessi qualora abbia contenuti offensivi verso datore di lavoro e/o colleghi. C’è il rischio che la libertà di espressione travalichi il confine della dignità altrui. Infatti, un’invettiva che può generare un danno d’immagine all’azienda o un insulto di troppo verso un superiore, sono esempi di come il social possa essere usato da parte dell’azienda per agire disciplinarmente contro il lavoratore stesso.
Ma attenzione: la Giurisprudenza non è così rigida. Molte sentenze delineano uno schema che si fonda su valutazioni più ampie, che trasformano eventuali offese (secondo la versione aziendale) in commenti satirici o di pura critica (secondo la Cassazione). Come ovviare al problema? Redigere policy aziendali che dettino norme di comportamento da tenere in materia di utilizzo dei social network nei confronti del datore di lavoro / colleghi. Regole chiare, azioni disciplinari altrettanto certe.
Caporalato: le linee guida ispettive
L’INL, con circolare n. 5 del 28 febbraio 2019, ha emanato delle Linee guida per l’attività di vigilanza in materia di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il documento fornisce indicazioni al personale ispettivo per l’attivazione e lo svolgimento di iniziative di vigilanza di contrasto al caporalato, soffermandosi sugli elementi costitutivi della fattispecie di reato di cui all’articolo 603-bis c.p. e sulle modalità di svolgimento dell’attività investigativa che garantisca una corretta acquisizione dei relativi elementi di prova.
Per caporalato si intende (L. 199/2016)
- intermediazione illecita di manodopera, che coinvolge chiunque “recluta” manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizione di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
- sfruttamento lavorativo, con cui si punisce penalmente chiunque utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante la citata attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.
I due elementi chiave sono lo sfruttamento lavorativo e l’approfittamento dello stato di bisogno del lavoratore.
Lo sfruttamento lavorativo, secondo l’art. 603 bis c.p. si ha in caso di sussistenza di una o più condizioni di lavoro quali:
- Corresponsione reiterata di retribuzioni inferiori e difformi dai contratti collettivi nazionali e territoriali sottoscritti dalle OO.SS. più rappresentative e/o sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
- Reiterata violazione della normativa sull’orario di lavoro (orario massimo settimanale, riposi, ferie, ecc.);
- Violazione di norme sulla sicurezza del lavoro;
- Sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.
L’approfittamento è definibile come la strumentalizzazione a proprio favore della situazione di debolezza della vittima del reato (Cass. Sez. Civ. n. 1651/2015), mentre lo stato di bisogno è la condizione in cui un soggetto si trovi, anche provvisoriamente, senza mezzi idonei a sopperire ad esigenze primarie (Cass. Pen. N. 4627/2000).
Revisione tariffaria Inail e prime scadenze
La legge di Bilancio 2019, l. 145/2018, ha fatto slittare il termine per la comunicazione ai datori di lavoro dei tassi da applicare per la definizione dei premi assicurativi 2018/2019. Termine che solitamente coincideva con l’ultimo giorno dell’anno precedente.
Questa revisione delle tariffe ha richiesto una nuova calendarizzazione delle scadenze relativa all’anno 2019: obbligo di presentare la dichiarazione delle retribuzioni 2018 entro il 16 maggio 2019 e versamento in un’unica rata dei premi di polizza ordinaria dipendenti, dei premi unitari artigiani e dei premi del settore marittimo. Nel caso di versamenti rateizzati la scadenza delle prime due rate coincide con il termine appena citato mentre le scadenze della terza e della quarta rata coincidono con il 20 agosto e il 16 novembre 2019.
Questa revisione comporterà una riduzione dei tassi di circa il 30 per cento rispetto alle vecchie tariffe disciplinate dal Dm 12 dicembre 2000. I nuovi tassi sono stati differenziati in funzione dello specifico rischio lavorativo, portando ad una riduzione delle voci di tariffa di circa 140 voci, e un adeguamento allo specifico rischio lavorativo, decisamente più aderente agli attuali fattori di rischio ed alle nuove modalità lavorative/nuovi cicli di lavoro.
