Newsletter 12.03.19
12 Marzo 2019Newsletter 26.03.19
26 Marzo 2019Social sì o social no? Riflessi sul rapporto di lavoro
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 1° febbraio 2019, n. 3133, ha ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare inflitto al dipendente per l’accesso indiscriminato alla connessione internet tramite il personal computer aziendale, con accesso alla propria pagina personale di un social network, dovendosi ritenere detto comportamento, in contrasto con l’etica comune, idoneo a incrinare la fiducia del datore di lavoro, avendo il prestatore d’opera costantemente e per lungo tempo sottratto ore alla prestazione lavorativa e utilizzato impropriamente lo strumento di lavoro.
Di contro, sempre la Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 30 gennaio 2019, n. 2679, ha stabilito che se manca il danno e l’intenzionalità, il lavoratore che posta su Twitter contenuti denigratori, pubblicati già da altre testate, direttamente dal suo blog personale non può essere licenziato; tale licenziamento è difatti illegittimo e la società deve essere condannata alla reintegra del lavoratore, proprio perché la condotta concreta non ha arrecato alcun pregiudizio all’azienda.
Patto della fabbrica
Confindustria, Cgil, Cisl e Uil si sono incontrati (anche) la scorsa settimana per portare avanti i lavori del “Patto della fabbrica”, con l’obiettivo di aumentare l’occupazione, la crescita e gli investimenti, spingendo la produttività delle imprese e quindi la competitività del Paese. Punto fondamentale è l’unità di intenti delle 3 maggiori sigle sindacali, che si presentano unite all’appuntamento riformatore. I punti cardine: riforma fiscale che favorisca il lavoro e l’occupazione giovanile, taglio del cuneo fiscale, sblocco e riapertura dei cantieri per piccoli e grandi opere.
Un elenco ministeriale per trovare l’incentivo adatto
Il Ministero del Lavoro e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno reso pubblico il nuovo sito www.incentivi.gov.it nel quale sono riepilogati gli incentivi di natura fiscale e contributiva applicabili alle imprese. Il sito crea di fatto un vademecum ragionato sugli incentivi consultabile sia sotto forma di manuale in pdf sia sotto forma di consultazione dinamica in banca dati.
Vengono suddivisi gli incentivi per nuove assunzioni, sostituzione lavoratori, detassazione e welfare. Ed inoltre: assunzione di soggetti percettori di RdC (reddito di cittadinanza).
Si tenta un approccio semplificato, che permetta di verificare la tipologia di incentivo, a chi si rivolgono gli incentivi stessi, a quale agevolazione dà diritto, come si può fruirne. Infine, chiarisce chi è l’Ente preposto alla concessione del beneficio.
Lettura della lettera di contestazione al dipendente
La correttezza di una lettera di contestazione ma soprattutto i presupposti di legittimità di essa sono aspetti fondamentali per la validità della contestazione da effettuare e per l’eventuale provvedimento disciplinare da assumere.
La Corte di Cassazione, il giorno 14 marzo 2019, è tornata ad affrontare questa spinosa questione. I giudici della corte hanno sottolineato la necessità che, in caso di consegna della lettera di contestazione al dipendente in busta chiusa, avvenga la lettura della contestazione medesima o almeno un tentativo di essa. Il dipendente deve essere reso edotto in relazione al contenuto affinché possa perfezionarsi la notifica.
Anche in caso di successivo invio della lettera di contestazione tramite raccomandata, previo tentativo di consegna a mano risultato infruttuoso, si consiglia di sottolineare che l’invio è dovuto al rifiuto illegittimo del lavoratore di ricezione “brevi manu”. Così facendo si evita la possibile interpretazione dell’invio della raccomandata come conferma della mancata ricezione della contestazione disciplinare.
