Newsletter 21.04.21
21 Aprile 2021Newsletter 05.05.21
5 Maggio 2021Assenza da vaccino: malattia o infortunio?
In seguito alla somministrazione del vaccino anti Covid-19, possono manifestarsi degli effetti collaterali che spesso comportano assenze dal luogo di lavoro. Questi giorni non lavorativi conseguenti al vaccino come devono essere trattati? A tale proposito si rilevano due posizioni contrastanti tra loro. La prima li considera come infortunio sul lavoro, mentre l’altra li equipara alla malattia. Anvu, l’Associazione professionale polizia locale d’Italia, afferma che, con riferimento all’art. 2 del Dpr 1124/1965 e alle circolari Inail n. 13 e 22 del 2020, i giorni di assenza causati dagli effetti collaterali del vaccino devono essere considerati come “infortunio sul/in occasione di lavoro”, perché sono presenti tutti gli elementi che, giuridicamente, individuano questa tipologia di infortunio. L’Associazione ha richiesto chiarimenti all’Inail.
Diritto di precedenza
La Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 9913 del 15/04/21, ha stabilito che il diritto di precedenza alla riassunzione riconosciuto ai lavoratori licenziati è violato nel caso in cui l’imprenditore decida di procedere a nuove assunzioni nella stessa qualifica dei licenziati. Tuttavia, il datore di lavoro può giustificare la propria scelta dimostrandone l’assoluta inevitabilità in relazione alle professionalità peculiari da acquisire all’azienda o all’impossibilità di stipulare contratti con gli ex dipendenti.
Accuse infondate di mobbing ai capi
Non rischia una condanna per calunnia chi rivolge ai capi accuse infondate di mobbing, a patto che la scelta della contestazione sia inevitabile. Secondo la Sentenza della Corte di Cassazione n. 14583 del 19/04/21, la questione riguarda il conflitto tra la tutela dell’innocenza, di fronte a dichiarazioni accusatorie mendaci, e la garanzia della difesa, che ha come contenuto essenziale la negazione dell’addebito.
Permessi sindacali utilizzati per finalità diverse
Secondo la sentenza n. 6495 del 09/03/21, la Cassazione Civile, Sezione Lavoro, ha ritenuto che i permessi retribuiti di cui all’articolo 30, L. 300/1970, per i dirigenti provinciali e nazionali delle organizzazioni sindacali, possano essere utilizzati soltanto per la partecipazione a riunioni degli organi direttivi: l’utilizzo per finalità diverse comporta un’assenza del dipendente da cui deriva una mancanza della prestazione per causa a lui imputabile, che può giustificare la risoluzione del rapporto. Tuttavia, ciò non esonera dal verificare in concreto la gravità della condotta stessa e la sua sussumibilità nella giusta causa di licenziamento.
Misure per l’ingresso in Italia dall’estero
Con la nuova Ordinanza 16/04/21 il Ministero della Salute ha disposto le seguenti misure per chi fa ingresso in Italia:
- chi entra da Stati o territori esteri di cui agli elenchi C, D ed E dell’Allegato 20 del DPCM 2 marzo 2021, dal 19 aprile 2021 ha l’obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco della certificazione di essersi sottoposto ad un tampone nelle 48 ore antecedenti all’ingresso;
- dal 18 aprile 2021 il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per le persone che hanno soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia, in Stati e territori di cui agli elenchi D ed E dell’Allegato 20 del suddetto decreto, è rideterminato in 10 giorni, con l’obbligo di effettuare un tampone al termine dello stesso;
- chiunque fa ingresso da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B, C, D ed E dell’Allegato 20 del DPCM 2 marzo 2021, prima dell’ingresso stesso deve compilare uno specifico modulo di localizzazione in formato digitale, che sostituisce la dichiarazione di cui all’art. 50, comma 1, del predetto decreto, e darne prova al vettore;
- con Ordinanza del 25/04/21 viene vietato l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India. I residenti in Italia possono rientrare con tampone in partenza e all’arrivo e con obbligo di quarantena. Chi sia stato in India negli ultimi 14 giorni e si trova già in Italia è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione.
