Newsletter 17.02.21
17 Febbraio 2021Newsletter 03.03.21
3 Marzo 2021Cassa Covid
L’Inps, con circolare n. 28, ha reso noto che anche i lavoratori assunti entro il 4 gennaio 2021 possono accedere ai trattamenti di integrazione salariale previsti dalla Legge di Bilancio 2021 (n.178/20).
La legge n. 178/20 prevede la possibilità di ricorrere, da gennaio 2021, ad un ulteriore periodo di trattamenti per un massimo di 12 settimane – fino al 31/03/21 per Cigo e fino al 30/06/21 per Aso e Cigd – cui i datori di lavoro possono accedere a prescindere dal precedente utilizzo della cassa nel corso del 2020 e senza obbligo di versamento di alcun contributo addizionale legato al calo di fatturato. Il periodo va considerato al netto delle eventuali settimane di trattamenti già richieste e autorizzate per il mese di gennaio 2021 ai sensi del Dl n. 137/20 (legge n. 176/20).
I termini di trasmissione delle domande, con nuova causale “Covid 19 L. 178/20”, rimangono immutati: le istanze relative ai trattamenti di cassa integrazione salariale e di assegno ordinario vanno inviate entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.
Infortunio -1-
Nell’ambito della somministrazione temporanea di lavoro, l’operaio imprudente non è corresponsabile dell’infortunio a meno che non venga accertato un rischio elettivo, poiché resta in capo al datore di lavoro l’obbligo di prevenire anche le imprudenze dei suoi lavoratori: così ha stabilito la Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 3763 del 12/02/21. La responsabilità esclusiva del lavoratore si configura soltanto nel caso in cui questi abbia posto in essere un contegno abnorme, inopinabile ed esorbitante rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive ricevute.
Infortunio -2-
In caso di infortunio occorso ad un dipendente a causa della sua condotta negligente, il datore è responsabile a titolo di colpa specifica qualora non abbia adempiuto agli obblighi di informazione e formazione su di lui gravanti, anche se aveva conferito a terzi il compito di redigere il documento di valutazione dei rischi (DVR). Con Sentenza n. 5776 del 15/02/21, la Corte di Cassazione ha chiarito che il datore non risulta comunque esonerato dall’obbligo di controllare la validità e l’efficacia del documento di valutazione dei rischi redatto da terzi, nonché di informare e formare adeguatamente i propri dipendenti sui rischi legati alle rispettive lavorazioni, anche qualora questi ultimi abbiano alle spalle una lunga esperienza lavorativa.
Vaccinazione anti Covid-19 e trattamento dei dati
Il Garante Privacy ha fornito aluni chiarimenti in relazione alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo:
- il datore non può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione, né copia di documenti che eventualmente la comprovino;
- il datore non può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati, può solo acquisire i giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati;
- in merito alla possibilità di richiedere la vaccinazione dei dipendenti come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni, solo il medico competente può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione ed eventualmente tenerne conto al momento della valutazione dell’idoneità alla mansione specifica.
Formazione e servizi di welfare per uscire dalla crisi
Nel corso della seconda edizione del Welfare & HR Summit del Sole 24 Ore è emerso come formazione, politiche attive, responsabilizzazione e semplificazione siano gli elementi caratterizzanti del mondo del lavoro post-epidemia Covid-19. La formazione diventa fondamentale sia per le nuove generazioni che devono approcciarsi al mondo del lavoro, sia per ricollocare chi perde l’impiego. I profili necessari saranno sempre più ibridi, anche per effetto della digitalizzazione e dei continui cambiamenti. In merito alle politiche attive si è parlato di diminuzione della pressione fiscale sulle Pmi, di recovery plan e sburocratizzazione per dare impulso all’occupazione.
