Newsletter 19.05.21
19 Maggio 2021Newsletter 03.06.21
3 Giugno 2021Licenziamenti e contratti nel D.L. 25 maggio 2021
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73, contenente misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, con entrata in vigore il 26/05/21.
In tema licenziamenti la situazione resterà invariata fino al 30 giugno. Rimane, dunque, la possibilità per le imprese di chiedere la Cassa Integrazione Covid-19 senza che scatti la proroga automatica del divieto di licenziare di ulteriori 60 giorni. Dal 01 luglio, le aziende di manifattura e costruzioni usciranno dalla cig Covid-19 e non avranno più divieti automatici di licenziare. Le imprese ancora in difficoltà potranno accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre, ma con l’estensione del divieto di licenziamento per tutta la durata in cui fruiranno della cassa integrazione.
Inoltre, viene confermata l’estensione del contratto d’espansione alle imprese con almeno 100 dipendenti, il ricorso ai contratti di solidarietà per le imprese con un calo del 50% del fatturato (con indennità al 70%), la proroga di 6 mesi della cassa per cessazione, il blocco della riduzione dell’importo della Naspi dal 4° mese, l’esonero contributivo al 100% per i dipendenti del commercio e turismo riportati al lavoro dopo la cig, quattro mensilità di Reddito di emergenza.
Lecito collocare in ferie forzate chi rifiuta vaccino
Il Tribunale di Belluno, con sentenza del 06/05/21, ha confermato la liceità della decisione di un datore di lavoro di collocare “forzatamente” in ferie le operatrici socio sanitarie che rifiutavano di sottoporti al vaccino anti Covid-19, rigettando la richiesta di queste ultime di riprendere l’attività lavorativa. Già in primo grado il giudice aveva respinto il ricorso, sostenendo che il datore avesse legittimamente agito in ottemperanza all’obbligo della tutela della salute, e nonostante il D.L. 44/2021, che ha previsto l’obbligo di vaccinazione per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario, le lavoratrici hanno fatto ricorso per ottenere il riconoscimento di quanto vantato e sollevare la questione di legittimità costituzionale della norma che prevede l’obbligo vaccinale.
I settori della ripartenza cercano candidati
Pubblica sicurezza, design e wellness & fitness sono i settori che nei primi mesi del 2021 cercano più candidati da assumere. Secondo un’analisi condotta da LinkedIn, i ruoli più ricercati in Italia sono sviluppatori e ingegneri del software e IT services in generale, corporate services, legale e manufacturing. Rispetto alle professioni, sono molto richiesti addetti al back office, Javascript developer, addetti al settore vendite, architetti, mechanical designer e account manager. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che quasi il 50% dei lavoratori considera la flessibilità come priorità per la ripartenza, il 36% delle preferenze va al tema del worklife balance, al terzo posto la possibilità di sviluppare relazioni professionali che possano dare un valore aggiunto.
Vaccinazioni in azienda e privacy
In data 14/05/21, il Garante della Privacy ha diffuso un documento che detta le regole per la vaccinazione in azienda. In particolare, per tutelare la libertà di scelta del lavoratore in merito all’adesione o meno alla campagna vaccinale, il Garante richiede che il trattamento del dato sia esclusivamente in capo al medico competente o ai sanitari delle strutture sanitarie eventualmente convenzionate, facendo sorgere alcune problematiche. Tra queste il fatto che per sottoporsi alla vaccinazione, il lavoratore deve temporaneamente allontanarsi dalla postazione di lavoro, implicando una turnazione per garantire la prosecuzione dell’attività, e risulterebbe improbabile che il medico competente se ne occupasse senza coinvolgere uffici o reparti. Inoltre, il lavoratore deve giustificare la propria assenza richiedendo un permesso, che in caso di vaccinazione viene equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro, ma per riconoscere tale diritto il datore di lavoro dovrebbe conoscere il motivo dell’assenza e, dunque, l’adesione alla vaccinazione.
Nel primo quadrimestre creati 131mila posti di lavoro
Secondo i dati diffusi dal Ministero del Lavoro e Banca d’Italia, l’ondata di contagi dei mesi invernali ha rallentato la ripresa del mercato di lavoro, portando però ad un saldo positivo tra attivazioni e cessazioni per 131 mila posti di lavoro nei primi mesi del 2021. Circa l’80% dei posti di lavoro è creato nei settori manifattura e costruzioni, mentre nei servizi privati e nelle attività connesse al turismo i valori sono quasi nulli. I licenziamenti sono più che dimezzati rispetto al periodo pre pandemia, per l’effetto del blocco degli stessi.
