Newsletter 28.10.20
28 Ottobre 2020Newsletter 11.11.20
11 Novembre 2020Decreto Ristori approvato dal Consiglio dei Ministri
È stato pubblicato sulla G.U. n. 269 del 28 ottobre 2020 il D.L. 137 del 28 ottobre 2020 (c.d. Decreto Ristori), che introduce ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da Covid-19.
Qui i dettagli delle principali misure introdotte.
Test sierologici esclusi dal bonus sanificazione e Dpi
Non sono agevolabili i costi sostenuti per i test sierologici sul personale dipendente, in quanto non riferibili all’attività di sanificazione né all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale. È questa la conclusione a cui giunge l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 510/2020 ad un’istanza di interpello di una società operante nel settore dell’edilizia che, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori, si è attivata per eseguire i test sierologici alle proprie maestranze.
Si ricorda che il comma 2 ammette al tax credit le spese sostenute per:
a) sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
b) acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
c) acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
d) acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
e) acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.
Cassa senza contributo addizionale in caso di attività sospese o ridotte
L’art. 12 del Decreto Ristori (Dl n. 137/2020) disciplina una proroga dell’attuale sistema di ammortizzatori sociali introdotti per fronteggiare l’epidemia. Si prevede la concessione di un ulteriore periodo di 6 settimane di Cigo, Cigd e Aso che si potranno collocare dal 16 novembre al 31 gennaio 2021. Eventuali periodi chiesti ai sensi della precedente normativa, che dovessero collocarsi dopo il 15 novembre, vanno a erodere le nuove 6 settimane.
Il decreto stabilisce che non potrà usufruire del nuovo pacchetto chi non ha avuto l’autorizzazione per la seconda tranche di 9 settimane previste dal Dl n. 104/20 (e deve essere trascorso anche il relativo periodo autorizzato), ossia quelle per le quali potrebbe sussistere l’obbligo di versare il contributo addizionale. Il meccanismo di determinazione del contributo addizionale è lo stesso già previsto dal decreto 104. Il Decreto Ristori prevede un percorso agevolato per i soggetti la cui attività sia stata ridotta o sospesa dal dpcm del 24/10/20, tali aziende infatti potranno accedere al nuovo trattamento anche non avendo richiesto le 18 settimane già regolamentate dalla precedente normativa e per loro il contributo addizionale non è dovuto.
Viene confermato che le domande andranno trasmesse all’Inps entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Il Decreto concede, inoltre, un ampliamento di 4 settimane dell’esonero contributivo previsto per chi decide di non avvalersi dei trattamenti. L’agevolazione si aggancia alle ore d’integrazione salariale di giugno e se ne potrà usufruire entro il 31/01/21. La facilitazione non interessa i premi Inail.
Riguardo all’esonero, viene introdotta la possibilità, per chi lo ha chiesto ma non fruito interamente, di rinunciare alla parte residua e riavere la possibilità di chiedere l’ammortizzatore sociale.
Licenziamenti: ipotesi stop selettivo fino a marzo 2021
Il blocco generalizzato dei licenziamenti valido fino al 31 gennaio 2021, a seguito di incontro con le parti sociali, sembra venire esteso fino a marzo 2021, ossia fino alla durata della proroga della cassa integrazione che ci sarà in legge di Bilancio, ma solo per le imprese dei settori in crisi che utilizzano la cassa Covid-19 gratuitamente. Si sta, infatti, ragionando se distinguere tra i settori, svincolando dal blocco i comparti in ripresa che potrebbero gradualmente tornare ad utilizzare la cassa integrazione ordinaria e portare a termine i processi di ristrutturazione e riorganizzazione finora bloccati.
Il governo punta ad un’uscita graduale dal blocco dei licenziamenti in vigore ininterrottamente dallo scorso 17 marzo, nella consapevolezza da un lato di non poter proseguire con una proroga generalizzata sine die della misura che sarebbe a rischio di ricorsi di incostituzionalità e dall’altro lato si teme un’esplosione di cessazioni in presenza di un quadro ricco di incertezze legate alla durata della pandemia.
