Pausa estiva 2020
3 Agosto 2020Newsletter 02.09.20
2 Settembre 2020Proroga dello stato di emergenza: nessun beneficio per il DURC
È di questi giorni una nota INAIL (n. 9466) con la quale l’Istituto chiarisce che la proroga dello stato di emergenza, contenuta nel D.L. n. 83/2020, non interessa il DURC on line. Ciò implica che i documenti unici di regolarità contributiva con scadenza nel periodo compreso tra il 31/01/2020 e il 31/07/2020 sono di fatto prorogati al 29/10/2020 ma non fino al 13/01/2021.
La validità del DURC è stata oggetto di attenzione normativa a più riprese durante il periodo di emergenza epidemiologica:
- il 17/03/2020 con l’entrata in vigore del D.L. n. 18/2020 si affermava l’estensione della validità al 15/06/2020 dei DURC in scadenza tra il 31/1/2020 e il 15/04/2020;
- con la conversione in legge del D.L. n. 18/2020, veniva prevista l’ultrattività dei documenti in scadenza tra il 31/01/2020 e il 31/07/2020 fino al 31/10/2020;
- infine il D.L. n. 83/2020 prevede la proroga dello stato di emergenza al 15/10/2020 ma esclude la proroga della validità dei DURC scaduti.
Più utile per tutti, operatori del settore e utenti finali, sarebbe stata una disciplina organica maggiormente fluida.
Cassa finita e lavoro ancora sospeso: le difficoltà del mese di luglio (e forse agosto?)
Dovrebbe essere di prossima emanazione il decreto di agosto con previsione di proroga di altre 18 settimane della cassa integrazione (nelle varie forme secondo l’inquadramento aziendale).
Tuttavia, chi ha già terminato l’utilizzo delle 18 settimane di cassa fin qui previste (9 iniziali + 5 successive + ulteriori 4) potrebbe trovarsi nella condizione di non poter garantire il lavoro ai propri dipendenti ma, contestualmente, di non avere strumenti per sospenderne l’attività. Questa situazione di incertezza impedisce ai datori di lavoro di gestire i rapporti di lavoro in conformità alle previsioni di legge, secondo le quali i dipendenti hanno diritto a svolgere la propria prestazione lavorativa e ad essere conseguentemente retribuiti, a meno che non vi sia una causa di sospensione del rapporto prevista e formalizzata secondo le procedure di legge, come avvenuto nei mesi scorsi.
Più complessa e incerta è, in particolare, la gestione dei dipendenti delle aziende la cui attività ad oggi non è sospesa per provvedimento normativo (ad esempio il settore ristorazione), e che stanno continuando a lavorare, sebbene con ritmi e volumi fortemente ridotti. Questi datori di lavoro, per non rischiare di comprimere i diritti e le tutele dei lavoratori, dovrebbero cercare di giustificare la mancata richiesta di prestazione lavorativa con ferie o permessi accantonati e non fruiti. Ma poiché tale situazione si protrae da almeno cinque mesi, durante i quali i vari Dpcm hanno sempre esortato il datore di lavoro a ricorrere alle ferie e ai permessi, per molti dipendenti i residui potrebbero già essersi esauriti. In alternativa, a inizio luglio avrebbero dovuto chiedere l’ammortizzatore sociale con causale ordinaria e relativa procedura, ma spesso questa soluzione non è stata attuata in attesa dell’annunciata proroga della “cassa Covid”.
Questi problemi operativi rischiano di complicare ulteriormente la situazione e di rendere sempre più tesi i rapporti tra aziende, dipendenti, consulenti e organizzazioni sindacali. È, dunque, importante che il prossimo decreto agosto presenti elementi di continuità con la prima tranche delle 18 settimane, posto che la bozza in circolazione sembrerebbe far decorrere le seconde 18 settimane dal 13 luglio, rischiando così di generare dei vuoti tra le due fasi di ricorso alla Cig, dato che la prima fase può essersi conclusa già il giorno 4 del mese scorso.
Prevista proroga cassa in uscita con Decreto agosto e misure alternative di riduzione contributiva
La proroga della cassa integrazione Covid per 18 settimane, che dovrebbe essere contenuta nel Decreto di agosto, sarà gratis per le imprese che hanno avuto una significativa perdita di fatturato nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.
Il legislatore sta valutando la percentuale di perdita di fatturato che darà diritto ad utilizzare gratuitamente la cassa Covid: l’ipotesi prevalente è quella di fissare il limite al 20%, anche se verrebbe escluso il 40% di aziende che hanno avuto una perdita di fatturato inferiore.
Per le altre aziende, invece, il diritto alla cassa ci sarà ma sostenendo il costo del contributo addizionale che dovrebbe oscillare da un minimo del 9% ad un massimo del 15%.
Il D.L. conterrà anche un incentivo a far uscire i lavoratori dalla Cig, attraverso una decontribuzione per 3-4 mesi a favore delle imprese per ogni cassintegrato riportato in attività.
Con uno sgravio contributivo al 100% per sei mesi verranno premiati i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato o stabilizzano contratti a termine, ma l’esonero contributivo è garantito ad una condizione: le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti all’assunzione.
È prevista anche la proroga del blocco dei licenziamenti, in scadenza il 17 agosto, almeno per la durata della Cig Covid. Sarà prorogata anche la deroga al DL Dignità per consentire proroghe e rinnovi dei contratti a termine fino a fine anno senza le causali (la misura scade a fine agosto).
Regione Veneto: Contributi alle imprese
Dal 30 luglio 2020 è possibile richiedere il contributo della Regione Veneto per il pagamento degli stipendi dei dipendenti: fino all’80% della retribuzione mensile lorda del lavoratore per un periodo massimo di 6 mesi.
Possono richiederlo i lavoratori autonomi e le imprese con meno di 50 dipendenti, che abbiamo attivato per i propri dipendenti gli ammortizzatori sociali con causale Covid-19 e abbiano poi reintegrato tali lavoratori o intendano farlo.
