Newsletter 23.07.19
23 Luglio 2019Pausa estiva 2019
5 Agosto 2019Sgravi per le assunzioni di percettori del reddito di cittadinanza
L’Inps, con circolare n. 104 del 19 luglio 2019, ha offerto le istruzioni amministrative per la fruizione degli incentivi per i datori di lavoro che assumono, con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, i beneficiari del reddito di cittadinanza.
La misura dell’incentivo introdotto dal decreto-legge che disciplina il Rdc è pari all’ammontare dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite dell’importo mensile del Rdc fruito dal lavoratore assunto e, comunque, entro il tetto di 780 euro mensili. Ma l’esonero contributivo per l’assunzione del percettore del reddito di cittadinanza è ripartito al 50% tra datore di lavoro ed ente formativo accreditato, qualora il lavoratore sia assunto a seguito di un percorso formativo o di riqualificazione professionale.
Allo scopo di conoscere con esattezza l’ammontare e la durata del beneficio spettante, il datore di lavoro deve inoltrare all’Istituto domanda di ammissione all’agevolazione tramite modulo on line, che sarà reso disponibile nel Portale Agevolazioni (ex DiResCo). L’Inps darà atto dell’avvenuta pubblicazione di detto modulo con successivo messaggio.
Abuso utilizzo permessi assistenza disabili
La Corte di cassazione, con sentenza n. 18411 del 9 luglio 2019, è tornata ad analizzare la delicata tematica relativa alla lesione del rapporto fiduciario, conseguente all’abuso, da parte del lavoratore, dei permessi previsti dalla legge n. 104/1992.
La vicenda trae origine dal licenziamento per giusta causa irrogato ad un dipendente per aver fruito di due giorni di permesso per l’assistenza ad una congiunta disabile, essendo tuttavia emerso dalle indagini investigative disposte dal datore di lavoro che, in costanza dei permessi in questione, l’interessato non aveva abbandonato il proprio domicilio e, pertanto, non poteva essersi recato presso la separata abitazione della propria congiunta per offrire assistenza.
I giudici di merito, sia in primo grado che in sede di appello, respingevano l’impugnazione del dipendente. Ricorrendo in Cassazione contro la decisione, il lavoratore denunciava, tra gli altri motivi, erronea e falsa applicazione del principio dell’onere della prova della sussistenza della giusta causa di licenziamento.
I giudici di legittimità, dichiarando inammissibili tutti i motivi del ricorso, hanno confermato la validità del provvedimento espulsivo del lavoratore. In particolare, precisa la Cassazione, la corte territoriale aveva affrontato, con motivazione logicamente congrua, la questione relativa all’abuso dei permessi di cui alla legge n. 104/1992, osservando che la relazione investigativa prodotta dal datore di lavoro, confermata per testimoni e stridente rispetto a quanto affermato dal lavoratore in sede di audizione disciplinare, era perfettamente idonea a dimostrare con pienezza l’omessa assistenza per cui lo stesso fruiva dei permessi.
Gli orientamenti giurisprudenziali sono chiari: i controlli del datore di lavoro riguardanti l’attività lavorativa del prestatore demandati ad agenzie investigative possono essere ritenuti pienamente leciti 1) ove non riguardino l’adempimento della prestazione lavorativa, essendo effettuato al di fuori dell’orario di lavoro (Cass., ordinanza del 12 settembre 2018, n. 22196); 2) quando siano finalizzati alla verifica di comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolenta (Cass. sentenza del 22 maggio 2017, n. 12810; Cass. ordinanza dell’11 giugno 2018, n. 15094).
Riscatto di laurea pagato dai fondi bilaterali
La circolare 105/2019 dell’Inps rende esecutiva la facoltà di sostenere in modo stabile riscatti e ricongiunzioni da parte tutti i fondi di solidarietà bilaterale che prevedano l’erogazione dell’assegno straordinario di sostegno al reddito. Il decreto di riforma del Welfare (Dl 4/2019) ha generalizzato e reso permanente questa facoltà con l’articolo 22, comma 3 allargando tale facoltà a tutti i fondi di solidarietà bilaterali già costituiti o in corso di costituzione.
La circolare ricorda che i datori di lavoro dei comparti dotati dei fondi di solidarietà potranno sostenere la spesa di riscatti e ricongiunzioni versando per il tramite del fondo gli oneri direttamente all’istituto previdenziale e potendo così fruire della deducibilità di tali spese. Il riscatto o la ricongiunzione dovranno aumentare i contributi utili al diritto della prestazione pensionistica, escludendo pertanto i casi di riscatto utili ai soli fini della misura del futuro assegno. L’Inps ricorda, infine, che gli oneri di riscatto dovranno essere versati in unica soluzione.
Facebook traditore: foto postata durante l’orario di lavoro, licenziamento convalidato
Il tribunale di Bari ha dichiarato sproporzionata la sanzione estrema rispetto alla violazione, ma il post ha fatto comunque perdere il posto al forestale. In questo caso la legge Fornero sostituisce il rientro al lavoro con un’indennità. Lo sa bene un forestale pugliese “immortalato” al mercato con l’auto aziendale nell’orario di lavoro in una foto postata sul social. Così l’uomo, addetto alla sistemazione idraulica forestale dell’Agenzia regionale pugliese, dovrà accontentarsi dell’indennizzo di 15 mensilità previsto dall’articolo 18, comma 5, dello Statuto dei lavoratori dopo la riforma Fornero (la legge 92/2012). L’infrazione disciplinare, sia pur giudicata lieve, è stata infatti commessa e le norme in questo caso escludono il ritorno al lavoro a favore della cosiddetta tutela indennitaria “forte”.
