Newsletter 16.02.22
16 Febbraio 2022Newsletter 23.03.22
23 Marzo 2022Danno da demansionamento e dequalificazione
Con ordinanza n. 1807 del 20/01/22, la Cassazione Civile, Sezione Lavoro, ha stabilito che il danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale può essere provato dal lavoratore, ai sensi dell’articolo 2729, cod. civ., allegando elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, attraverso cui possano essere valutati qualità e quantità dell’attività lavorativa svolta, tipo di professionalità coinvolta, durata del demansionamento, diversa collocazione lavorativa assunta dopo la dequalificazione.
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Secondo la Cassazione Civile, Sezione Prima, con ordinanza n. 1386 del 18/01/22, ai fini del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, l’articolo 3, L. 604/1966, richiede anche la sussistenza dell’impossibilità di reimpiego del lavoratore in mansioni diverse. Questo elemento trova giustificazione sia nella tutela costituzionale del lavoro che nel carattere necessariamente effettivo e non pretestuoso della scelta datoriale, cui spetta eventualmente l’onere di presentare prova dell’impossibilità di repêchage del dipendente licenziato, dimostrando che al momento del licenziamento non sussistesse alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l’espletamento di mansioni equivalenti.
Irpef e assegno unico cambiano le buste paga
Con le modifiche previste dalla legge di Bilancio 2022, in vigore dal 01/01/22, ci sono quattro novità:
- cambiano le aliquote Irpef (da cinque a quattro scaglioni);
- scompare il bonus di € 100;
- viene modificata la formula di calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente;
- si alleggerisce il prelievo contributivo (in virtù della decontribuzione del 0,8% valida solo per l’anno 2022).
Le variazioni più grandi arriveranno con le buste paga di marzo, ma la circolare 4/E dell’Agenzia delle Entrate da tempo fino ad aprile per applicare le novità 2022, facendo poi un conguaglio per i primi tre mesi. In alcuni casi, il bonus di € 100 è stato erogato anche a gennaio ai lavoratori con un reddito tra € 15mila e 28mila, per i quali dal 2022 è previsto un trattamento integrativo che copre solo la parte di bonus non sostituita dalle nuove detrazioni di lavoro dipendente. I conti finali sul trattamento integrativo saranno regolati nelle buste paga di luglio 2023, dopo aver presentato il 730.
Chi ha figli a carico fino a 21 anni, a marzo vedrà sparire dalla busta paga le detrazioni per i figli e vedrà l’assegno unico sul conto corrente (se ne ha fatto richiesta entro il 28/02). Si tratta di un passaggio da gestire con attenzione, poiché alcune detrazioni per i familiari potrebbero rimanere in busta paga. Inoltre, gli assegni per il nucleo familiare non saranno più in busta paga, bensì compresi nell’assegno unico.
Qui è possibile visionare una simulazione elaborata dalla Fondazione studi Consulenti del lavoro.
Assunzioni in frenata
Secondo il bollettino Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal, nel mese di febbraio 2022 ci sono state circa 140mila posizioni in meno rispetto al mese di gennaio: un dato più positivo rispetto a febbraio 2021, ma comunque con segnali di rallentamento dovuto in particolar modo alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dell’aumento del costo dell’energia. I settori che stanno subendo maggiori incertezze sono manifatturiero, costruzioni, servizi e commercio. Un ostacolo rimane anche quello di reperire personale adeguato le proprie necessità, un mismatch che a febbraio ha raggiunto il 40,3%. L’insieme delle incertezze porta i datori di lavoro a proporre principalmente contratti a termine, contratti stabiliti, di somministrazione, di collaborazione e apprendistato.
